Le ultime parole di Dio all’umanità prima del Giudizio finale
Quasi più nessuno (e tristemente, alle volte, neppure coloro che si definiscono cristiani) prende ancora veramente sul serio le parole di Dio riguardo le realtà degli ultimi tempi. L’ultimo capitolo dell’Apocalisse (e quindi dell’intera Bibbia: prego il Lettore di leggerlo prima di scorrere questo articolo) può aiutarci a trovare la giusta misura della nostra esistenza, e può essere considerato, fra le altre cose, una specie di testamento finale della Parola di Dio, un documento nel quale vengono solennemente ribaditi alcuni fondamentali concetti, dalla cui comprensione e applicazione dipende la nostra salvezza eterna. Il capitolo 22 dell’Apocalisse ci propone, infatti…
Le ultime parole sulla Parola di Dio
· È fedele e verace (Apocalisse 22:6) – La Parola divina mantiene ciò che promette e non manca mai il bersaglio. Se una cosa è scritta nel Libro di Dio, è certa. Ogni profezia si realizza, e ciò che è scritto è vero. Dio, a differenza degli uomini e delle loro dottrine, non mente mai. Se vogliamo essere discepoli di Cristo, viviamo «nella speranza della vita eterna, promessa prima di tutte le età da Dio, che non può mentire» (Tito 1:2).
· Non le va tolto né aggiunto alcunché (Apocalisse 22:18-19) – Proprio per quanto sopra affermato, nessuno, secondo questi passi, ha il diritto di modificare in alcun modo la Parola di Dio: «Non aggiungere nulla alle sue parole, perché non ti riprenda e tu sia trovato bugiardo» (Proverbi 30:5). La pena stabilita da Dio nell’Apocalisse ai danni di ogni contraffattore è chiara: «Dio manderà su di lui le piaghe descritte in questo libro … Dio gli toglierà la sua parte dal libro della vita dalla santa città e dalle cose descritte in questo libro».
Le ultime beatitudini
· Beato chi custodisce le profezie (Apocalisse 22:7) – Ogni oracolo di Dio e ogni suo comando vanno custoditi gelosamente, come un sacro deposito. Chi fa questo avrà la concreta possibilità di «afferrare la vita eterna», come scrive l’Apostolo Paolo in 1Timoteo 6:19-20.
· Beato chi osserva i comandi divini (Apocalisse 22:14) – Secondo Dio custodire significa, al tempo stesso, praticare e far fruttificare, come la parabola dei talenti insegna molto bene (Matteo 25:14-30). A chi fa ciò il Signore dirà: «Entra nella gioia del tuo Signore» (Matteo 25:23 – al contrario, per ogni «servo inutile» rimarrà solo «il pianto e lo stridore di denti»: Matteo 25:30).
Le ultime promesse
· Il Signore tornerà presto (Apocalisse 22:7.12.20) – Per tre volte viene ribadito questo concetto, perché tutta l’escatologia ruota attorno a tale profezia e verità: Gesù sta per tornare, e lo farà «per rendere a ciascuno secondo le opere che egli ha fatto» (Apocalisse 22:12). L’umanità, se lo vuole, può anche non tenerne conto o dimenticarsene, ma Gesù tornerà, e tornerà da Giudice universale. «Ancora un brevissimo tempo, e colui che deve venire verrà e non tarderà» (Ebrei 10:37).
· I salvati regneranno nella Gerusalemme celeste (Apocalisse 22:1-5) – I veri discepoli sono già parte del Regno di Cristo su questa terra (Colossesi 1:13-14), e continueranno a regnare con Cristo nei cieli, adorando Dio, vedendolo in faccia, portando il suo nome (espressioni per significare che godranno della piena comunione della Divinità). Sia davvero lode e gloria al Cristo, il quale, se siamo diventati suoi discepoli, «ci ha amati, ci ha lavati dai nostri peccati nel suo sangue, e ci ha fatti re e sacerdoti per Dio e Padre suo» (Apocalisse 1:5-6).
Gli ultimi ammonimenti
· Dio separa il giusto dall’ingiusto (Apocalisse 22:11) – Le decisioni di Dio riguardo al nostro destino eterno sono irrevocabili e dipendono dalle scelte da noi stessi fatte «mentre dimoriamo nel corpo», in questa vita (2Corinzi 5:6.10). Prosegua pure per la sua strada chi è con Dio, e fuori da essa chi ne ha scelta una propria, ma si tenga in debito conto che il Signore viene presto!
· Non ci sarà una seconda possibilità (Apocalisse 22:14-15) – Entrati nelle porte della città celeste, nessuno potrà tirarcene fuori in eterno. Ma se il Signore ci avrà detto: «Fuori!», nessun potrà portarci dentro. O «vita eterna» con Dio, o «indignazione e ira» (Romani 2:7-8), per sempre «lontani dalla faccia del Signore e dalla gloria della sua potenza» (2Tessalonicesi 1:9). A noi la scelta!
L’ultimo invito
· Bevi l’acqua della vita finché sei in tempo! (Apocalisse 22:17) – Gesù ha fatto la sua offerta: «Chi ha sete, venga; e chi vuole, prenda in dono dell’acqua della vita», quell’«acqua viva» di cui parlava alla donna di Samaria, l’acqua spirituale che procede dalla fonte che «zampilla in vita eterna» (Giovanni 4:10.14; cfr. Apocalisse 22:1). Niente di meglio, allora, che terminare con questo realistico ammonimento: «Come scamperemo noi, se trascuriamo una così grande salvezza?» (Ebrei 2:3), ma anche con questa stupenda visione a favore dei salvati: «Voi attingerete con gioia l’acqua dalle fonti della salvezza» (Isaia 12:3), perché «Dio asciugherà ogni lacrima» e perché «non ci sarà più la morte», e l’Onnipotente abiterà con il suo popolo per sempre (Apocalisse 21:3). Non vale la pena di puntare tutta la nostra esistenza su queste parole?