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GLI DEI DEL NOSTRO TEMPO

a cura di Andrea Miola 

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16/05/2012

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Domanda: Vorrei una vostra spiegazione dei passi del capitolo cinque di Giovanni, versetti 24-25 e 28-29, dove Gesù afferma: «In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna, e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità vi dico: L’ora viene, anzi è venuta, che i morti udranno la voce del Figlio di Dio, e coloro che l’avranno udita vivranno. […] … l’ora viene in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e ne usciranno; quelli che hanno fatto il bene in risurrezione di vita, e quelli che hanno fatto il male in risurrezione di condanna.» (C.C.)

 

Risposta: Nei versetti 24-25 Gesù parla di un passaggio dalla morte alla vita in senso spirituale, che riguarda solo chi si converte al Signore (da morti nei peccati a vivi in Cristo); tanto per capirci, ciò che l'apostolo Paolo esprime nel contesto di Efesini 2:1-10 (da mori nei peccati a vivificati con Cristo). Nei versetti 28-29, invece, parla della risurrezione fisica (ossia quando alle anime di tutti i defunti Dio darà un nuovo corpo, atto a vivere in un’altra dimensione, ultraterrena): ciò riguarda tutta l’umanità, e difatti una parte di essa verrà risuscitata per la vita eterna (beatitudine perpetua con Dio), l’altra per la condanna (eterna lontananza da Dio). Quando Gesù dice che chi ascolta la Parola e crede «non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita», intende che, grazie a Cristo, il Figlio di Dio, nostro intercessore presso il Padre, i veri credenti saranno esentati dal giudizio di condanna, poiché saranno giustificati (ossia ritenuti da Dio puri, perdonati, salvati) in Lui. Ciò, ovviamente, non significa affatto che si possa peccare a piacimento. È giusto colui che viene da Dio giustificato in Cristo per fede (il che significa: cammino di conversione, vita vissuta in Cristo, quotidiana santificazione in Lui, richiesta di perdono per i peccati che ancora si commettono, sforzo costante di non commetterli più...  Si possono leggere in proposito brani biblici come quelli dalla Lettera agli Ebrei 6:4-8; 10:19-39; 12:14-17, e Romani cap. 6; 1 Giovanni da 1:5 a 2:6).

 




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