|
Volontà
"Se vi fermerete e vi chiederete perché non siete devoti come i cristiani primitivi, il vostro cuore vi dirà che non è né per ignoranza né per incapacità, ma semplicemente perché non avete mai voluto esserlo davvero" (W. Law).
"Io vi dico: Rendete perfetta la vostra volontà. Vi dico: non pensate al raccolto, ma solo alla semina giusta" (T.S. Eliot).
Lotta spirituale
"Qui sulla terra avete la ricompensa del bene e del male che fu fatto da quelli che vi hanno preceduto. E potete riparare a tutto ciò che è male procedendo insieme in umile pentimento, per espiare i peccati dei vostri padri; e tutto ciò che era buono dovete lottare per mantenerlo con cuore devoto come fu devoto il cuore di quelli, fra i vostri padri, che lottarono per conquistarlo. La Chiesa deve edificare di continuo, perché è continuamente minata dall'interno e attaccata dall'esterno." (T.S. Eliot).
Controcorrente
"Quando tutto si muove egualmente, nulla si muove in apparenza, come su una nave. Quando tutti vanno verso la sfrenatezza, nessuno sembra che ci vada. Chi si ferma fa rilevare il movimento degli altri, come un punto fisso" (B. Pascal).
"Non lasciarti smuovere in nessuna maniera dal fatto che vedi una buona parte degli uomini vivere in maniera tale come se il cielo e l'inferno fossero alcune favole da vecchierelle, spauracchi o adescamenti per i fanciulli" (Erasmo da Rotterdam).
Senza Gesù.
"Non solo noi non conosciamo Dio se non per mezzo di Gesù Cristo, ma non conosciamo noi stessi se non per mezzo di Gesù Cristo; non conosciamo la vita, la morte se non per mezzo di Gesù Cristo. Senza Gesù Cristo, non sappiamo che cosa sia la nostra vita, la nostra morte, Dio, noi stessi" (B. Pascal).
Il finto cristianesimo del mondo che si dice cristiano "Il cristianesimo ha smesso di essere una fonte di stupore e di scandalo . Non mette più a disagio lo spirito né costringe al minimo interrogativo . Ormai la Croce ci fa sbadigliare . Ben presto, messo in disparte, andrà ad aumentare il numero delle nostre esperienze mancate" (E.M. Cioran).
Il potere della Bibbia
"Nessun assalto del nemico [il peccato] è tanto veemente, nessuna tentazione è così forte, da non poter essere respinta facilmente dallo studio appassionato delle Sacre Scritture, nessuna avversità è così triste da non essere resa tollerabile da tale studio" (Erasmo da Rotterdam).
Priorità
"Chi pone il gioco del calcio o la sua motocicletta al centro della propria vita, o la donna che concentra tutti i suoi pensieri nei vestiti o nella partita di bridge o nel suo cane, è altrettanto intemperante di chi si ubriaca ogni sera. Naturalmente questo tipo di intemperanza non è così evidente come quella del bere; le manie del bridge e del calcio non fanno stramazzare nessuno in mezzo alla strada. Ma Dio non si lascia ingannare dalle apparenze" (C. Lewis).
Quanti idoli ci creiamo e rendiamo presenti e vitali, oggi come oggi, nella nostra società? A quanti falsi dei – spesso all’apparenza innocui – viene rivolta una specie di adorazione che offusca l’unico e vero culto che dovremmo rendere al Creatore? La gran parte della gente impegna tutta se stessa in cose che, prima o poi, dovrà per forza lasciare e dimentica l’unica cosa che resta per sempre: un genuino rapporto d’amore e d’ubbidienza con Dio. Facendo così, però, ci si troverà a mani vuote, e dunque eternamente lontani da Dio, dopo questa vita terrena. Non serve essere criminali o ubriaconi o ladri per rimanere separati da Dio: basta disperdere la propria esistenza in occupazioni futili o, se non futili, totalizzanti, che ci coinvolgono al punto di farci dimenticare della nostra anima. "Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia … Così dunque, ognuno di voi che non rinunzia a tutto ciò che ha, non può essere mio discepolo" (Gesù, in Matteo 6:33 e Luca 14:33).
Bontà
"Nessuno sa quanto sia malvagio fino a che non ha tentato con tutte le sue forze di essere buono" (C. Lewis).
Prendiamo ancora spunto da una bella affermazione di questo bravo e profondo scrittore, per riflettere. Molti oggi credono di essere "a posto" davanti a Dio, perché sono – dicono – sostanzialmente buoni… Ma se una persona vuole essere davvero onesta di fronte a Dio, non può non ammettere di essere peccatrice sempre e comunque: "Nessuno è buono, se non uno solo, cioè: Dio" (Matteo 19:17). La Scrittura mette in evidenza quel che dalla realtà di tutti i giorni possiamo facilmente constatare: "Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio" (Romani 3:23). Le nostre opere buone? Siamo sinceri! Non v’è sempre e comunque, in noi, almeno un po’ di vanagloria, di interesse, di orgoglio, di competizione e di altre cose simili? Come dice ancora la Sacra Scrittura: "Non c’è infatti alcun uomo giusto sulla terra, che faccia il bene e non pecchi" (Ecclesiaste 7:20). Ecco perché abbiamo tutti bisogno di ravvedimento, conversione, ubbidienza a Dio, per avere la grazia che Egli ci ha preparato in Cristo, quel perdono gratuito che può davvero renderci liberi dentro e pronti ad affrontare la vita con spirito di umiltà e gioia, in simbiosi col Signore: "Ora dunque non c’è alcuna condanna per coloro che sono in Cristo Gesù, i quali non camminano secondo la carne ma secondo lo Spirito" (Romani 8:1). I veri buoni sono coloro che ammettono di non esserlo e, proprio per questo, si rivolgono a Dio, per umiliarsi e tentare di migliorare seguendo la legge del Signore.
Hume
Il filosofo inglese D. Hume (1711-1776) scrisse:
"Il teismo [= ogni dottrina che afferma l’esistenza di un unico Dio personale, trascendente, creatore e provvidente] bandisce l’idolatria ed è senza dubbio superiore all’idolatria stessa; ma offre a sua volta un gravissimo pericolo, che è quello dell’intolleranza. Riconosciuto un unico oggetto di devozione, il culto delle altre divinità è considerato assurdo ed empio e fornisce spesso il pretesto di persecuzioni e condanne. Al politeismo è invece estranea l’intolleranza".
Sembra infatti che gli uomini si portino sempre sugli estremi: o credono in un’unica verità, in un solo Dio, in una sola via di salvezza, e in nome di tutto ciò danno luogo a intolleranze, inquisizioni, persecuzioni e ottusità, oppure credono in tante possibili vie di salvezza e praticano una forma di tolleranza (come nell’"ecumenismo" odierno), considerando sostanzialmente un culto uguale ad un altro, una religione equivalente ad un’altra, una verità uguale ad un’altra, e scadendo in una forma di relativismo (= concezione che non ammette verità assolute) e di sincretismo (= fusione di dottrine religiose diverse), il che è in pratica un ritorno mascherato all’idolatria pagana, con tanti dei nell’Olimpo…
E’ mai possibile che non si possa credere in un’unica, sola e vera via di salvezza, e rimanere al tempo stesso comprensivi, tolleranti, pacifici, rispettosi?!
Come cristiani secondo il Nuovo Testamento, non possiamo non affermare che v’è una sola verità, un solo Salvatore, un solo vero culto, un solo vero messaggio divino per gli uomini (cfr. Atti 4:12; Efesini 4:4-6), ma vogliamo essere "luce del mondo" – come insegnava Gesù in Matteo 5:16 – nel lasciare ciascuno libero nelle proprie scelte e cercando di attirare verso la Verità di Dio, con fermezza e tolleranza assieme, molte anime a Cristo.
Crediamo che nei Paesi in cui oggi si predica "tolleranza" sia in vigore di fatto una grande nuova forma di politeismo, e laddove si pratica l’intolleranza ci si faccia forti di unico, grande e falso dio tutto "umano"… Troviamo la giusta via! Solo il Vangelo può aiutarci in questo!
L’illusione di essere autonomi
"La maggior parte della gente non si rende nemmeno conto del proprio bisogno di conformismo. Vive nell’illusione di seguire le proprie idee ed inclinazioni, di essere individualista, di aver raggiunto da sé le proprie convinzioni; e si dà il fatto che le sue idee siano le stesse della maggioranza. Il consenso generale serve come riprova della correttezza delle proprie idee…" (E. Fromm).
Ancora, applichiamo questo principio alla realtà spirituale dell’uomo. Molte persone non accettano la Parola di Dio perché dicono di non voler essere condizionate, di voler pensare con la propria testa, di ricercare la propria indipendenza, di essere in grado di fare da sé… E poi, cosa fanno concretamente? Finiscono per adeguarsi, il più delle volte inconsapevolmente, ai modelli di volta in volta proposti dalla società, dai mass-media, dalla cultura dominante, dalle mode, dalle tradizioni, dalla maggioranza, dalla famiglia, o semplicemente dai propri istinti! Credendo di decidere razionalmente da sé, accettano decisioni già prese sulle loro teste, divenendo miti meccanismi di un sistema che li vuole così. Rifiutata la Parola di Dio, sono comandati dalla televisione (tanto più quanto più dicono che non è così) o da altre cose… La Parola di Dio ci fa essere servi di Dio; ma i servi di Dio sono anche, spiritualmente, suoi figli, e trovano libertà dal peccato, dal mondo e dalle proprie concupiscenze. Senza la volontà di Dio, siamo patetici schiavi degli altri e di noi stessi, che ce ne accorgiamo oppure no.
Passi concreti
Il pensatore e psicanalista E. Fromm ha scritto: "Se ci si limita a prendere coscienza di sé senza contemporaneamente fare nuovi passi che prendano il via da questa nuova consapevolezza, qualunque presa di coscienza rimane inefficace".
Applichiamo questo principio al Cristianesimo: molti ne accettano i principi, dicono di credere o almeno di voler credere, ammettono di essere peccatori e di aver bisogno di dare una svolta alla propria esistenza, di ritrovare un genuino contatto col Signore, ma alla consapevolezza non si aggiunge l’azione. Tutti i profeti, fino all’immediato precursore di Gesù, Giovanni Battista, e poi Gesù stesso e gli apostoli, hanno sempre richiesto non una semplice presa d’atto della propria situazione e delle esigenze spirituali e celesti, ma fatti concreti, cambiamenti radicali. E’ su questo punto che si ferma la maggior parte delle persone, spesso mascherando il proprio rifiuto con scuse futili o gettando in un secondo momento discredito sulla Parola di Dio… Non si vuole cambiare!
Una sana disillusione
"E’ interessante quanto esposto a P. Danielou citando uno storico austriaco: "Che non c’è mai stata un’Europa cristiana in senso proprio" […] Il papato s’è servito del potere di legare e sciogliere, ricevuto dal Signore, per rafforzare il suo potere temporale […] Detentori del Cristo, noi abbiamo creduto di evangelizzare il mondo, mentre di fatto l’abbiamo colonizzato […] Non esiste e non è mai esistita una civiltà cristiana ". (F. Mauriac)
Sono parole, si badi bene, di un cattolico! Non crediamo serva aggiungere altro, se non il fatto che quel potere di "legare e sciogliere" non è mai stato attribuito da Cristo al papato e che oggi, come sempre, è necessario predicare il Cristianesimo a milioni di sedicenti cristiani, che non lo conoscono quasi per niente…
|