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GLI DEI DEL NOSTRO TEMPO

a cura di Andrea Miola 

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16/05/2012

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La scienza non risponde

"Non è la scienza che vieta di credere. La fede è piuttosto proibita da una ragione presuntuosa – forse perché altrimenti disperata – che, via via, nel corso dei secoli ha costruito assoluti terrestri, negando lo spazio del sacro ovvero occupando indebitamente lo spazio del sacro … E nello smarrimento di una situazione di questo genere emerge e risorge di continuo irreprimibile e con sempre più forza la "grande domanda": richiesta di senso … Non è la scienza a dirci quello che dobbiamo fare. Non è la scienza a dirci in che cosa possiamo sperare … La scienza dà risposte parziali e la filosofia pone solo domande senza dare risposte. La "grande domanda", nella sua essenza più profonda, è un’invocazione: un’invocazione di senso assoluto che nessun uomo potrà mai costruire … La consapevolezza della debolezza della ragione umana permette di preparare lo spirito a ricevere la fede … Il cristianesimo è una verità che salva. Non è cultura" (D. Antiseri).

Come dobbiamo vivere, cosa possiamo davvero sperare, il senso della nostra vita e la meta della nostra esistenza, sono questioni che solo la fede in Cristo, tramite la sua Parola, può affrontare e risolvere. La scienza può essere utile a molto, ma non a questo, e se non diamo risposta alle domande fondamentali della nostra vita, rimaniamo davvero miserabili, al di là di tutti i possibili progressi tecnologici e scientifici…


 

Scienza e utopia

"Nella nostra civiltà materialista, la visione di un mondo rigenerato dalla scienza ha sostituito quella della Terra Promessa … Le premesse materialistiche della scienza sono state poste escludendo Dio dall’universo, l’anima immortale dal corpo dell’uomo … La scienza rende la religione inutile, soffoca le angosce che potrebbero nascere nella coscienza dell’individuo che scopre il volto del suo Dio … Un cosmonauta diceva candidamente di non aver visto Dio, a qualche centinaia di chilometri dalla terra; questa battuta ricorda la stupida soddisfazione del chirurgo che, nel secolo scorso [XIX sec.], affermava di "non aver trovato l’anima umana sotto il suo bisturi" … Utopia e scienza si fondono inestricabilmente, perché sono entrambe illusioni … Non è la religione la nevrosi ossessiva dell’umanità, come ha scritto Freud; è la scienza che deriva dall’angoscia della civiltà occidentale … Più l’Occidente è progredito sulla strada della sua realizzazione materiale, più ha scoperto che "ciò che maggiormente manca agli uomini è di certo la giustizia, e anche l’amore, ma più ancora un significato. Tutto ha perso significato [P. Ricoeur]. Max Weber ha parlato di "disincanto delle società tecnologiche", e Berdjaev ha sottolineato che "quando saranno stati risolti i problemi angoscianti del sottosviluppo, della fame, della povertà e del dolore fisico, allora il problema esistenziale dell’infelicità della coscienza si porrà in tutta la sua urgente intensità" … Questo nuovo male del mondo, male di vivere, spiega le aspirazioni utopistiche della nostra civiltà, la sua volontà di rifugiarsi nelle promesse della scienza, nei miraggi di un avvenire pianificato" (J. Serviere).

Frasi illuminanti, senz’altro. E non si tratta certo di oscurantismo, ma di realismo. Non si tratta di prendersela col progresso scientifico in sé, ma con l’incapacità della maggior parte degli uomini (non tutti, per fortuna!) di progredire nella scienza conservando e anzi incrementando il senso di Dio, della spiritualità, della reverenza e della sottomissione rispetto al Creatore, del valore della nostra anima… Solo il Vangelo può aiutarci in questo!


 

Quelle piccole frazioni di secondo…

Ho letto diversi articoli riguardanti la possibilità di ricostruire com’è nato l’universo: si giungerebbe, in pratica, fino ad un tempo consistente – come ha detto lo scienziato Rubbia – a "piccole frazioni di secondo" prima del Big Bang, ossia a quella ipotetica grande esplosione iniziale da cui tutto si sarebbe generato.

Ma, anche ammesso che tutto si sia svolto come la scienza ha finora detto d’aver scoperto e scoprirà, rimane sempre un fatto: nessuno potrà mai spiegare che cos’è avvenuto prima di quelle infinitesimali frazioni di secondo. Perché c’era un nucleo di materia originaria? da dove proveniva? chi l’aveva fatta? chi ha generato l’energia incommensurabile che ha provocato l’esplosione? chi ha fatto in modo che tutto andasse in un certo modo, senz’altro non casuale?, ecc. ecc…

La Bibbia, però, qualcosa di fondamentale in proposito ce lo comunica: PRIMA c’era Dio. Senza Dio, nessuna materia originaria, nessun Big Bang! Nulla si genera dal nulla, né la materia né l’energia. E la scienza non potrà mai spiegare Dio. Quei decisivi nano-secondi sono tutto: Dio. Dio ha creato. Noi siamo creature. Dio ha anche parlato. Noi dobbiamo porci all’ascolto della sua Parola, oggi contenuta nella Bibbia.

La scienza dice alcune cose, domani ne conferma alcune e ne smentisce altre e ne dice altre ancora. Ma chi veramente siamo, da dove veniamo, chi e cosa c’è al di là di questo mondo e di questa vita, e soprattutto come dobbiamo vivere, ce lo può dire solo il Signore dell’universo




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