Viviamo in una civiltà cristiana o idolatra?
Nonostante il nostro Paese sia catalogato come “cristiano” sulle carte geografiche di tutti gli Atlanti, la realtà dei fatti è ben lontana dagli insegnamenti di Gesù Cristo, poiché dilagano il materialismo e l’immoralità di ogni specie.
Questa affermazione può suonare strana, o addirittura offensiva verso la nostra società che vanta “radici cristiane”, ma basta un minimo di onestà per riconoscere che le cose stanno così. Se l’albero, come dice Gesù, si riconosce dai frutti, la realtà è sotto gli occhi di tutti.
Chi non vuole ammettere che viviamo in una società lontana da Cristo, concessa la buona fede, è perché ignora i principi, i comandamenti e gli esempi che fondano la dottrina e la morale cristiana, reperibili da un’unica autorevole fonte: le Sacre Scritture.
Questo rinnegamento, di fatto, del cristianesimo è in parte dovuto all’attaccamento a principi, cose o persone che portano lontano dal sentiero tracciato da Gesù. Con alcuni semplici ragionamenti, l'opuscolo spiega che si tratta di idoli (o dèi), dai quali – se si vuole seriamente iniziare il percorso cristiano – è necessario liberarsi, togliendosi di dosso il peso che spiritualmente opprime e rallenta la crescita di ogni individuo.