Venerdì 2 maggio, presso la libreria “la Feltrinelli” a Udine, la Chiesa di Cristo ha tenuto un incontro sul tema: “Ebrei e Cristiani nel Nuovo Testamento: alle origini di un tormentato rapporto”.
Il relatore, Valerio Marchi, storico e biblista, ha evidenziato il fatto che Gesù e gli Apostoli erano ebrei e che il Cristianesimo nacque come sviluppo di un nucleo di credenti all’interno del popolo di Israele. Se è vero che migliaia di Ebrei accettarono ben presto Gesù come Messia, la grande maggioranza non fece questa scelta, e si svilupparono i primi dibattiti, talvolta le prime ostilità reciproche.
L’Apostolo Paolo fu una figura emblematica della questione: ebreo zelante, esperto della legge di Mosè, fu persecutore della Chiesa nascente fino al giorno in cui si convertì a Cristo. Paolo contribuì poi alla conversione di molti Ebrei, ma fu anche oggetto - assieme a molti cristiani - di forti opposizioni da parte di tanti suoi fratelli Israeliti. Nonostante ciò egli conservò un amore intenso per loro, predicando costantemente il Vangelo, al fine di poterli condurre alla libera accettazione della fede cristiana; egli dichiarava inoltre che tutto Israele rimaneva comunque amato da Dio e conservava una sua missione nel mondo. Se questo atteggiamento verso il mondo ebraico fosse stato tenuto dai cristiani delle epoche seguenti non si sarebbe mai giunti ai tanti orrori che conosciamo.
L’invito finale è stato allora quello di avvicinarsi alla storia del popolo ebraico fino ai nostri giorni, ma soprattutto di riscoprire le nostre radici cristiane anche nella fede dei padri di Israele, perché non si può essere cristiani completi senza una adeguata conoscenza e considerazione della Bibbia ebraica, che i cristiani chiamano "Antico Testamento". Il numeroso pubblico presente ha contribuito alla riuscita della serata con domande e interventi di grande interesse.