> Home > News > Articoli > Bestemmie in campo
Cerca nel sito
Archivio
Nuovo opuscolo

GLI DEI DEL NOSTRO TEMPO

a cura di Andrea Miola 

L'opuscolo può essere scaricato direttamente dal nostro sito oppure essere richiesto gratuitamente in formato cartaceo (libretto di 16 pagine). 
 

ENTRA ORA

Newsletter
      Newsletter

Desideri ricevere un' Email ogni volta che il sito viene aggiornato? (circa una volta al mese)

 Iscriviti Ora

Sito aggionato al:
13/01/2013

Dove siamo   Files Audio In English Area riservata ai Membri
>  News
Bestemmie in campo
Data 18/02/2010 14:41  Autore staff  Hits 1133  Lingua Globale

Pare che la Federcalcio interverrà con una specifica previsione nelle decisioni ufficiali della FIGC per punire a tutti i livelli chi bestemmierà in campo. «Interverremo sulle decisioni ufficiali per chiarire che all'interno di comportamenti offensivi e oltraggiosi rientra anche la bestemmia», ha annunciato Giancarlo Abete, presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Abete ha inoltre specificato che l’arbitro potrà sanzionare con il cartellino rosso un comportamento del genere. Se tale comportamento non venisse rilevato dall’arbitro, sarà possibile intervenire attraverso la prova TV con una sanzione successiva.



 

 

E sarebbe ora! Assistere ad una partita di calcio significa anche dovere ascoltare, oppure percepire chiaramente dai “labbiali”, tutta una serie di ingiurie, imprecazioni e, soprattutto, bestemmie: non se ne può più! Si fanno tante storie sulle “radici cristiane” del nostro Paese e dell’Europa, e poi lo spettacolo più diffuso in assoluto, il calcio, dai dilettanti fino ai professionisti, si dimostra il principale “diseducatore” della gente, mettendo in campo, oltre ai muscoli e alle tattiche, l’intero repertorio di volgarità e di mancanza di rispetto non solo del prossimo, ma di Dio.

 

“Specchio della società”, dice qualcuno: in fondo ciò che avviene sul campo e in TV altro non è che il riflesso della vita quotidiana: ed è vero, purtroppo! Ma ciò, di certo, non giustifica i calciatori, che agiscono con l’aggravante di farlo di fronte a milioni di spettatori, molti dei quali bambini.

 

Nel nostro Paese “cristiano” e “cattolico”, l’intercalare più frequente consiste, nel migliore dei casi, nel nominare il nome di Dio invano (il che trasgredisce il terzo dei Dieci Comandamenti – Esodo 20:7: «Non userai il nome dell’Eterno, il tuo Dio, invano, perché l’Eterno non lascerà impunito chi usa il suo nome invano»), o addirittura nell’unire al nome di Dio gli improperi più ignobili!!! Ricordiamo che “non nominare il nome di Dio invano” è un comandamento che vuole evitare un atto che agli occhi del Signore è della stessa gravità dell’omicidio, del furto, dell’adulterio, dell’idolatria…

 

Una specifica regola del regolamento calcistico, esistente da lunghissimo tempo, sanziona con l’espulsione il giocatore che bestemmi: ma non è mai stata applicata! Come quasi sempre, il problema non è che le regole non esistano, il problema è che troppo spesso non si applicano. Quando in passato, parlando con qualcuno, sostenevamo che tale regola dovrebbe essere applicata, quasi tutti rispondevano: «Ma se si fa così, dopo pochi minuti rimangono in campo tre o quattro giocatori…». E allora? Che rimangano in campo in tre o quattro, si chiuda la partita, e si torni a giocare finché non smettono le bestemmie! Ci vuole tanto?

 

E non sarebbe male se una bella “espulsione” si verificasse anche negli ambienti di lavoro, negli uffici pubblici, nei bar e ristoranti, nelle scuole, e così via. E ancora meglio sarebbe se una sana educazione partisse dalle case, dalle famiglie: perché è lì, alla fin fine, che nasce tutto. La bestemmia, atto oramai quasi “involontario”, automatico, di una grande fetta della popolazione, e il nominare invano il nome di Dio, sono una vera e propria piaga sociale, come la droga e l’alcolismo: gli effetti paiono meno devastanti, ma, soprattutto se consideriamo la cosa dal punto di vista dell’etica e dello spirito dell’uomo, non è proprio così.




Il materiale viene messo a disposizione di chiunque voglia scaricarlo per uso personale. La Chiesa di Cristo in Udine non è responsabile dell'uso improprio che si possa fare di tale materiale.