Innamorarsi di Dio
Nella vita è capitato probabilmente ad ognuno di noi di innamorarci almeno una volta, e sappiamo quanto sia coinvolgente questo sentimento, abbiamo provato sulla nostra pelle quanto l’amore sia in grado di “annientare” la nostra personalità, il nostro modo di pensare, di vedere le cose, di agire e immaginare la nostra vita futura.
Quando un ragazzo si innamora veramente di una ragazza, ad esempio, possiamo dire che va letteralmente “fuori di testa”! C’è il primo bacio, all’improvviso tutto diventa più bello, non esistono più il caldo e il freddo, c’è il sole anche quando piove, il pensiero è costantemente rivolto a lei, il suo volto fa continuamente da filtro tra il nostro occhio e le cose che guardiamo, le persone che ci circondano sembrano improvvisamente più buone, diventiamo più tolleranti, i problemi pesanti diventano quasi leggeri, le distanze si accorciano e siamo disposti a fare viaggi lunghissimi per incontrarla… Chi si innamora comincia a comprare cose inutili e ne è pure felice, è disposto a perdonare anche una pugnalata dalla persona amata e, sorridendo le dice che non è nulla; l’innamorato abbandona gradualmente le sue compagnie e tutti i suoi impegni primari diventano secondari, diventa improvvisamente romantico, sognatore e comincia a scrivere messaggi e lettere in cui esterna tutto ciò che ha dentro in forma poetica…
Mi sento come un piccolo e insignificante seme che ha trovato la buona terra e attende la pioggia per morire e dare vita ad una bellissima pianta che è destinata a crescere mettendo radici sempre più lunghe e forti finché la terra e l’acqua continueranno a nutrirla. Io sono il seme, tu sei la buona terra e la pioggia sono tutti i sentimenti che compongono il nostro amore. Il nutrimento che viene dalla buona terra sono tutte le qualità che mi hanno fatto innamorare di te ma che possono essere condivise solamente se il nostro legame si farà sempre più indissolubile, come fra una buona terra e la forte pianta che attraverso le sue radici rinforza il terreno, lo compatta e sostiene. Amore, io ero un seme piccolo e insignificante e sono morto su di te che sei la mia buona terra. Come il seme muore una volta sola, così anche io che sono già morto per te, non potrò più farlo per nessun’altra donna! Ti amo, ti voglio bene e te ne vorrò per sempre..
Insomma, l’uomo innamorato subisce una sorta di mutazione, una trasformazione sia interiore che esteriore di cui tutti si accorgono, se non altro perché si modificano inevitabilmente anche le sue abitudini: oltre ad allontanarsi dalle compagnie abituali, diventa inappetente, comincia a soffrire di insonnia, ha sempre un aspetto sorridente in qualunque situazione, diventa irreperibile al cellulare, e avanti di questo passo….
Ebbene, tutto questo ci porta a fare alcuni ragionamenti sull’amore che dovremmo avere nei confronti del Signore, perché quando ci “innamoriamo” della Parola di Dio cambiamo al punto che non riusciamo a farne a meno; certamente si tratta di un’attrazione e di un amore diverso, ma le analogie con l’innamoramento “comune” sussistono, eccome! Probabilmente molte persone fanno fatica ad innamorarsi del Signore e della sua Parola per il fatto che, purtroppo, non abbiamo una figura in carne e ossa da poter amare e quindi può diventare più difficile provare un sentimento che umanamente è anche carnale. Altrimenti non si spiegherebbe la necessità che da sempre ha l’uomo di creare immagini sacre di fronte a cui inginocchiarsi e pregare, ma che allo stesso tempo sono vietate proprio da Dio! Questa però non deve essere sicuramente una scusa per non amare il Signore, poiché proprio le Sacre Scritture ci suggeriscono un modo di amarlo e soprattutto il modo in cui a sua volta Lui si dimostra amorevole nei nostri confronti. Infatti proprio Gesù ha detto… «Se mi amate, osservate i miei comandamenti. Ed io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore, che rimanga con voi per sempre» (Vangelo di Giovanni 14:15,16). Quindi abbiamo la certezza che il Signore mette alla prova il nostro amore mediante la nostra ubbidienza e, se riusciamo veramente a essergli fedeli, possiamo ottenere una consolazione ancora più grande perché oltretutto Gesù dice ancora: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l'amerà, e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui» (Giovanni 14:23).
Questo deve essere per noi un enorme incoraggiamento, perché sappiamo che purtroppo l’amore terreno è tendenzialmente incostante, fragile, talora non disinteressato: a volte siamo in grado di esprimerlo al meglio, altre volte no, e spesso, purtroppo, ci porta anche a soffrire. L’amore di Dio nei nostri confronti invece, è quanto di più importante possiamo desiderare; è sempre sincero, disinteressato, eterno e sicuramente infinitamente più grande di quello che noi proviamo per Lui o di quello per le persone che diciamo di amare. Come il Signore veglia sempre su di noi, così anche noi dovremmo averlo sempre in mente, come il volto della nostra fidanzata, anche Lui dovrebbe fare sempre da filtro tra il nostro occhio e il nostro modo di vedere le cose, dovremmo saper valutare con la sapienza di Dio quelle giuste e quelle sbagliate, quelle buone e quelle cattive, quelle “pure” e quelle impure, dovrebbe essere un filtro sulla nostra bocca affinché il nostro parlare sia sempre sincero e non ipocrita, vero e non falso, pieno di amore e non di odio! Come le radici attingono nutrimento dal buon terreno, così anche noi dobbiamo trarlo dalla Parola di Dio per crescere nella fede e, di conseguenza, nell’amore verso il Signore.
Come la pioggia che cade su tutti, così è anche l’amore di Dio, e deve essere per noi un esempio per spingerci ad amare indistintamente tutti i fratelli e le persone che ci circondano, in particolare quelle che facciamo più fatica ad amare, perché è Dio che ce lo chiede! «Se il tuo nemico ha fame, dagli pane da mangiare, e se ha sete, dagli acqua da bere» (Libro dei Proverbi 25:21) Anche l’apostolo Paolo ci esorta ad amare il Signore così come dobbiamo anche amare il nostro prossimo, senza ipocrisia, in completa sincerità, perché solamente in questo modo potremo beneficiare della sua grazia. «La grazia sia con tutti quelli che amano il Signore nostro Gesù Cristo con sincerità» (Lettera agli Efesini 6: 24). Nel mondo si sente parlare continuamente di amore, ma tutti ci rendiamo conto che sono veramente poche le persone che ne conoscono il significato e soprattutto lo mettono in pratica: «L’amore è paziente, è benigno; l'amore non invidia, non si mette in mostra, non si gonfia, non si comporta in modo indecoroso, non cerca le cose proprie, non si irrita, non sospetta il male; non si rallegra dell’ingiustizia, ma gioisce con la verità, tollera ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa. L'amore non viene mai meno» (Prima lettera ai Corinzi 13:4,8): tante belle parole che però sono assai impegnative!
Quando siamo innamorati della fidanzata siamo disposti a metterci contro tutti pur di non perderla: ma siamo disposti a fare altrettanto per non perdere il Signore? «Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me», ha detto Gesù (Vangelo di Matteo 10:37): siamo pronti a mettere l’amore per Dio anche al di sopra dei nostri più cari affetti terreni, quando ciò dovesse essere indispensabile per rimanere fedeli al Signore?
Molte volte ci accorgiamo di quanto siamo innamorati di una persona nei momenti in cui siamo costretti a starle lontano per diverso tempo, periodi in cui non ci è possibile vederla; in quei momenti cresce sempre di più dentro di noi il desiderio di incontrarla presto; ora, se ci riteniamo veramente cristiani, dobbiamo provare la stessa sensazione nei confronti del Signore! Se veramente siamo innamorati del Signore, sicuramente possiamo dire «non avrò altro Dio all’infuori di te», perché con la conversione inizia una nuova vita in Cristo! «Noi dunque siamo stati sepolti con lui per mezzo del battesimo nella morte, affinché, come Cristo è risuscitato dai morti per la gloria del Padre, così anche noi similmente camminiamo in novità di vita ... Ora se siamo morti con Cristo, noi crediamo pure che vivremo con lui» (Lettera ai Romani 6:4,8).
Come il primo bacio non si scorda mai, così non ci dobbiamo scordare tutte le buone intenzioni con cui abbiamo scelto di cominciare il nostro cammino nel giorno del nostro battesimo, quando consapevolmente diciamo di sì al Signore; avere fede significa fidarsi, e se non ci fidiamo delle sue parole non possiamo dire di amarlo veramente; ma se invece crediamo nelle sue parole allora possiamo dire che ci fidiamo veramente e che lo amiamo per fede. La domanda che dobbiamo porci è: che cosa siamo disposti a fare per dimostrare il nostro amore per Lui? Leggiamo alcuni brani da un bellissimo Salmo che celebra la Parola di Dio: «Mi diletterò nei tuoi comandamenti, perché li amo … La legge della tua bocca per me è più preziosa di migliaia di monete d'oro e d'argento … Oh, quanto amo la tua legge! Essa è la mia meditazione per tutto il giorno … Io desidero ardentemente la tua salvezza, o Eterno, e la tua legge è la mia gioia» (Salmo 119:47, 72, 97, 174).