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a cura di Andrea Miola 

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Sono sicuro della mia scelta di fede?
Data 21/02/2012 05:56  Autore staff  Hits 197  Lingua Globale
“Sono sicuro della mia scelta di fede, cioè del mio credo, del mio battesimo, della mia chiesa?” È da domande come questa che può nascere un serio esame di sé stessi, una riflessione che porti a confermare oppure a smentire (in parte o del tutto) le proprie convinzioni religiose. E chi ha l’autorità di dare le risposte giuste?

Per avere risposte attendibili, infatti, ci vuole una fonte autorevole a cui attingere, una fonte super partes, di cui molte confessioni religiose si vogliono appropriare, ma che in realtà è un dono di Dio a tutta l’umanità: la Bibbia. Essa è ispirata da Dio e contiene il “cibo” indispensabile per la vita spirituale di ogni credente, per cui è un vero peccato non approfondirne la conoscenza o, peggio ancora, ignorarla!

Ritorniamo alle domande iniziali e andiamo nel concreto, con qualche esempio.

Le citazioni bibliche che seguono sono tratte dal Nuovo Testamento.

Dove si va dopo la morte? La Bibbia ci parla di due sole possibilità: vita eterna con Dio, oppure lontano da Dio. Non vi è traccia del Purgatorio e, a proposito di Aldilà, non si parla della possibilità dei morti di intercedere per i vivi presso Dio. In sostanza, i morti non ci vedono, non ci ascoltano e non portano a Dio le nostre preghiere. Queste prerogative infatti appartengono a Dio, ed esiste un solo mediatore tra l’umanità e Lui: Gesù Cristo (si veda 1ª Lettera di Paolo apostolo a Timoteo 2,5).

Si è cristiani per diritto di nascita? È sufficiente leggere qualche pagina del Nuovo Testamento per comprendere che cristiani si diventa con la conversione a Cristo, da adulti, frutto di una scelta consapevole e maturata nel tempo. I bambini, infatti non peccano e non hanno coscienza del peccato [Vangelo di Matteo 18,3]. Nel momento in cui si accetta Gesù, ci si battezza (cioè ci si “immerge” in acqua – il termine “battesimo”, infatti, deriva dal greco e significa proprio “immersione”) per ottenere il perdono delle proprie colpe e la conseguente salvezza, motivo per il quale il Signore è morto e risorto [Vangelo di Marco 16,15-16; Atti degli Apostoli 10,43 e 13,38]. Tutto ciò implica il cambiamento del nostro comportamento, del modo di porsi di fronte al prossimo e, soprattutto, a Dio (Atti degli Apostoli 2,37-38).

è prevista una distinzione clero-laici? La chiesa (che significa “assemblea”, altro termine tratto dal greco) è l’insieme di tutti i credenti in Cristo che si riuniscono sia per pregare, lodare Dio, predicare e approfondire gli argomenti della Bibbia, sia per aiutarsi reciprocamente, sostenersi nella difficoltà, incoraggiarsi. Tutti i cristiani indistintamente vengono definiti sacerdoti, nel senso che sono tutti ugualmente servitori di Cristo e beneficiari della sua opera di salvezza (1ª lettera di Pietro 2,5.9). Nella chiesa è vero che ci sono ruoli e incarichi diversi [Lettera di Paolo apostolo agli Efesini 4,11], ma non per questo chi li ricopre entra a far parte di una cerchia ristretta che si attribuisce l’autorità di modificare i comandamenti contenuti nella Bibbia o di aggiungerne di nuovi, dal momento che le rivelazioni in essa contenute sono state scritte una volta per sempre [Lettera di Giuda v. 3; Apocalisse 22,18,19].

È vietato il matrimonio per chi si dedica al Signore? Premesso che sposarsi o meno è una scelta strettamente personale, e che Gesù non ha imposto nulla a riguardo, ci basta leggere qualche brano del Nuovo Testamento per scoprire che i vescovi devono essere sposati e avere figli (“perché se uno non sa dirigere la propria famiglia, come potrà aver cura della Chiesa di Dio?” – 1ª lettera di Paolo apostolo a Timoteo 3,5). [Lettera a Tito 1,6]

Queste risposte sono solo esempi che speriamo suscitino la curiosità nel lettore e il desiderio di approfondire la conoscenza della Parola di Dio.

La chiesa di Cristo di Udine propone il ritorno all’originale insegnamento di Gesù, al vero cristianesimo, così spesso maltrattato e adulterato nel corso della storia. L’insegnamento di Gesù mira al nostro cuore, a fare cambiare la nostra sfera più intima, per diventare persone nuove. A Lui non interessa l’esteriorità (simboli, crocifissi, immagini, statue, vestiti…) ma il cambiamento della nostra vita, la nostra conversione.

Credere a Cristo, per tornare alla domanda iniziale, significa essere convinti che Egli è il Salvatore della nostra anima, l’unico che ci può condurre al Padre celeste. Ecco in proposito alcune affermazioni di Gesù:

“Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio” (Vangelo di Giovanni 3,16-18).“Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Vangelo di Giovanni 14,6).

Chiunque desideri conoscerci, parlare con noi di Dio, confrontarsi, farci domande sulla Bibbia per comprenderla assieme, può scriverci, telefonarci (0432-299379) o venire a trovarci nella nostra sede a Udine in Via Trento 77. Auguriamo a tutti ogni benedizione che proviene da Dio.

Andrea Miola




Il materiale viene messo a disposizione di chiunque voglia scaricarlo per uso personale. La Chiesa di Cristo in Udine non è responsabile dell'uso improprio che si possa fare di tale materiale.