Recentemente, il Comune di Udine ha provveduto a far demolire una croce di quasi otto metri che da un paio d’anni era piantata in bella mostra (ma abusivamente, e su un territorio sottoposto a vincolo ambientale) lungo la tangenziale Ovest della città, in direzione Nord. Sono rimaste sul pianoro lungo la tangenziale le grandi statue raffiguranti "padre Pio", Gesù e la Madonna, statue che – in quanto opere mobili – non erano comprese nella demolizione coattiva. La proprietaria del terreno (autrice di quella sorta di "parco religioso") ha intrapreso una battaglia legale contro il Comune, ma, soprattutto, sostiene di essere stata guidata nel suo progetto da un disegno divino e ha dichiarato: "E’ un vandalismo, potevano avvisarmi per tempo! Questa è la fine dei tempi! Si vuole eliminare Dio dalla faccia della terra…". Questa signora fa parte di un gruppo di preghiera che si richiama a "padre Pio" ed è votata al "santo" di Pietralcina; secondo tale gruppo, l’erezione di simili simulacri è necessaria per richiamare la gente al Signore, per ricordarsi di Lui, per aspirare a un mondo migliore.